Primavera 1

ChievoVerona: attacco spuntato e troppi gol, i motivi della crisi

Focus sul ChievoVerona

Matteo Zampini
15.01.2020 11:00

Cosa succede al ChievoVerona? La squadra veronese non si può considerare una piccola della categoria. Oltre allo storico scudetto conquistato nell'annata 2013-2014, dominando il Girone B della Regular Season e eliminando con autorevolezza squadre come Juventus, Fiorentina per poi trionfare con il Torino, è sempre stata ai vertici del campionato in questo ultimo decennio. La società di Via Galvani dal suo arrivo nel campionato Primavera è stata una crescita continua. Pensiamo solo nella stagione 2017-2018 i clivensi hanno fallito l'approdo ai play-off Scudetto. Dalla stagione 2007-2008 ha sempre disputato i playoff uscendo nella fase eliminazione qualificandosi per la final eight. Altro che piccola, tanto da costringere squadre blasonate a stare invece sul divano. Ora però i tempi sono cambiati e il Chievo è davanti alla sua prima vera crisi. Penultimo posto con solo 10 punti, un solo punto in più del Napoli con solo 2 vittorie e ben 8 sconfitte di queste quattro tra le mura amiche A preoccupare Mister Paolo Mandelli sono i 17 gol appena segnati contro i 29 subiti, pesanti i ko con Roma(6-3), Juventus (4-1) e Genoa (1-4). Purtroppo il Chievo non dimostra di tenere nemmeno il risultato, la gara contro il Sassuolo ha visto la squadra di Mandelli subire il pareggio su calcio piazzato. Una squadra che non sa più vincere ferma al 9 novembre 2019 unica vittoria tra le mura di casa 2-0 al Torino, insomma Caselle è diventato un territorio da conquista, Andiamo ad'annalizzare quali sono i motivi di questa crisi.

Il mercato estivo ha visto partenze eccellenti come Angelo Ndrecka in difesa e Musa Juwara due pedine fondamentali nella scacchiaera di Mandelli non rimpiazzati a dovere. Tanti arrivi dall'Under 17, giovani provenienti dalla Serie D come Manconi non stanno dando i contributi sperati. Grande delusione è Elian Demirovic arrivato dall'Inter con grandi premesse, partito titolare ora sparito dai radar. Nabil Makni giovane di grandi speranze chiamato a sostituire Juwara dimostra ancora inesperienza nella categoria in zona gol. Sergej Grubac mostra ancora i limiti della stagione scorsa finito fuori dalle gerarchie di Mandelli nemmeno questa stagione riesce a dare il rapporto giusto. A centrocampo manca l'apporto di Ibrahim Karamoko finito fuori rosa per lo scarso impegno, il centrocampista franco-ivoriano è tra i peggiori della rosa di quest'anno eppure ha con se lo status di professionista con un debutto in Serie A.

Tra i nomi invece che si dimostrano sempre all'altezza c'è quello di Pietro Rovaglia ormai destinato alla prima squadra, ma come si è visto nella gara contro il Cagliari rimane troppo solo mentre la scorsa stagione aveva accanto Juwara e D'Amico. Altra certezza Emanuele Zuelli con i suoi calci da fermo e le punizioni telecomandate. In difesa l'unico vero acquisto che mostra qualità è Joseph Colley, l'ex Chelsea non ha mai sbagliato una partita e con lui il campo i gialloblu mostrano solidità difensiva, Cagliari a parte. Altra certezza per Mandelli è la porta dove Michele Bragantini si conferma un sostituto all'altezza di Elia Caprile partito per difendere la porta del Leeds United. Tanti problemi ma anche certezze per il Chievo e la riscossa deve partire dai suoi uomini migliori. Attenzione mai dare per morta la squadra di Mandelli, il Chievo è sempre riuscito a uscire dalle sue difficoltà, la salvezza obiettivo minimo per la stagione in corso è ancora possibile, la speranza e che in quel di Veronello cambi il vento anche grazie a un' aiuto dal mercato.

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